Gestire un’ipoglicemia durante la corsa

Questa settimana ho affrontato un’uscita di dieci chilometri di corsa che mi ha dato modo di riflettere su quanto sia delicato l’equilibrio tra sport e gestione glicemica. Sono partito subito dopo colazione avendo deciso di fare un piccolo esperimento personale di gestione glicemica.

L’esperimento

Invece di fare la solita regolare quantità di insulina per la mia colazione ed integrare con un aggiuntivo cucchiaio di miele che non calcolo nel bolo, ho deciso di NON mangiare il miele e ridurre l’insulina. All’atto pratico, al posto della dose raccomandata dall’applicazione della mia InPen (6,5 unità), ne ho fatte 4, quindi il ~40% in meno.

L’abitudine di lasciare i miei boli intatti rispetto al pasto ed integrare con del miele mi accompagna da mesi con ottimi risultati ma, con l’idea di provare sul campo strategie alternative di gestione, ho voluto vedere se modificando boli e CHO la risposta del corpo fosse differente. Non possiamo infatti sapere di più su noi stessi se non facendo piccoli cambiamenti e misurando i risultati….

Risultati

Sfortutamente, già al secondo chilometro i valori stavano scendendo molto velocemente verso un’ ipoglicemia che ho dovuto correggere. In questi casi, trovo comodo portarmi da casa delle bustine di zucchero da caffè che uso all’occasione. Risolvere l’ipoglicemia però è la parte più semplice se vogliamo: basta apportare dello zucchero semplice in un tempo rapido, anticiparla invece è molto più critico.

In questo scenario la tecnologia ha fatto la differenza: grazie alla funzione predittiva del sensore Medtronic e l’integrazione nativa col mio Garmin ho visto con anticipo il trend in caduta libera (lo si può vedere dall’immagine del sensore qui sopra verso le ore 09:00). Non ho dovuto aspettare i sintomi fisici perché il dispositivo mi ha informato sulla direzione della curva, permettendomi di agire quando ero ancora in una fascia di sicurezza.

Un paio di lezioni imparate

La prima lezione che porto a casa da questo esperimento riguarda la gestione dei carboidrati. Invece di ridurre l’insulina, ho capito che per me è molto più efficace partire con un carico maggiore di zuccheri. Assicurarmi di avere questa quantità rapida di CHO in circolo prima di iniziare a correre mi permette di sostenere lo sforzo nel tempo senza avere carenze immediate. Questa strategia fa sì innalzare bruscamente la glicemia nei primi momenti (cosa che speravo di eliminare), ma evita ipoglicemie durante l’allenamento.

Il secondo punto fondamentale è la preparazione del materiale di emergenza. Non importa se il tragitto è breve o se i valori alla partenza sembrano ottimi. Bisogna sempre avere con sé una quantità abbondante di zucchero o gel pronti per essere usati. Avere quei supporti nella tasca mi ha permesso di correggere la discesa senza panico e di proseguire la corsa dopo una breve pausa tattica. Sembra una cosa ovvia, ma basta una volta sola e le conseguenze potrebbero essere irrimediabili…

Tutto questo conferma quanto sia potente avere accesso ai nostri dati in tempo reale. Conoscere il nostro livello glicemico proiettato su uno schermo serve, oltre che a monitorare, a decidere con rapidità. La tecnologia ci regala una finestra sul funzionamento interno del nostro organismo trasformando ogni allenamento in una occasione per raccogliere informazioni preziose ed imparare di più su noi stessi.

Conclusione

Alla fine la verità è che siamo tutti soggetti unici e non esiste una regola o una strategia glicemica che valga per ogni sportivo. Imparare a conoscersi richiede tempo e qualche piccolo test condotto sempre in condizioni di sicurezza può essere d’aiuto. Questi esperimenti sono necessari per prepararsi al meglio in vista di gare o obiettivi più ambiziosi perché solo conoscendo le proprie reazioni si può correre davvero liberi da pensieri!

E voi? Vi capita di dover gestire ipoglicemie durante le vostre corse? Come fate? Raccontatelo qui sotto!

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