La Smart Pen che mi ha cambiato la vita!

Sin da quando mi sono ammalato di diabete, l’unica terapia insulinica che ho conosciuto e fatto è quella multi iniettiva: si effettuano cioè ogni giorno diverse iniezioni di insulina prima dei pasti principali a seconda del bisogno.

A questo proposito uso, o meglio usavo, la classica penna precaricata di insulina rapida che contiene 300 unità e che nel mio caso dura circa un paio di settimane. Facendo due rapidi calcoli: 300 unità / 25 unità al giorno = 12 giorni.

penna per insulina smart InPen

La meccanica di utilizzo è semplicissima: ad ogni uso si prende la penna, si cambia l’ago (ahahhaha), si gira la rotella per caricare il numero di unità necessarie e si inietta. Operazione (quasi sempre) indolore e veloce.

Ma c’è un grosso problema!

Essendo dispositivi semplicissimi e privi di memoria, queste penne portano con sé un problema enorme: i nostri vuoti di memoria. Tante volte mi è successo di alzarmi da tavola e domandarmi: “Oddio, ma l’insulina l’ho fatta o non l’ho fatta?”.

Se presumi di averla fatta ma non è vero, vai in iperglicemia. Se presumi di non averla fatta e te la fai di nuovo, rischi una pericolosa ipoglicemia. L’unica alternativa sensata è non fare nulla, guardare il sensore ogni 5 minuti e cercare di correggere in corsa.

La svolta con la SmartPen InPen

Recentemente però, la diabetologia mi ha proposto un cambio di rotta. Con lo specifico obiettivo di darmi un sensore che avesse la funzionalità di predizione delle ipoglicemie (mio cruccio) siamo passati al sistema di sensore Simplera di cui ho parlato qua ed alla InPen, che è una penna intelligente che lavora assieme al CGM di Medtronix.

A livello fisico è una semplice penna ricaricabile con delle cartucce, la batteria dura un anno intero (e quindi non devi metterla in carica), è robusta e anche bella da vedere. Ma la vera rivoluzione è il bluetooth: ogni volta che fai un’iniezione, la penna comunica col tuo smartphone il bolo e le quantità fatte. Fine dei dubbi amletici a tavola!

Poi, altra cosa: io non sono mai stato un asso a fare la conta dei carboidrati. È complicato e noioso. Anni fa avevo fatto un foglio Excel dedicato, che incrociava valori nutrizionali di migliaia di alimenti e che mi permetteva di combinarli per comporre gli alimenti ed avere dati molto precisi sui miei pasti, ma era troppo complicato da usare. Poi ho usato le app per smartphone (quelle che ti fanno scegliere dalla foto la dimensione della banana), ma anche li mi sono stufato. E ho iniziato ad andare a stima, il che non è l’ideale.

Oggi, l’app del telefono associata alla penna fa tutto per me. Ha un’interfaccia utente semplice e intuitiva. Mi basta dirle se il mio pasto ha un carico di carboidrati basso, medio o alto. Lei incrocia la mia glicemia attuale, l’insulina attiva che ho ancora in circolo e i miei fattori di correzione, e mi dice esattamente quante unità devo fare.

In più, fa da assistente personale: alle 9 di sera, ad esempio, suona per ricordarmi di fare la Tresiba (l’insulina lenta, che continuo a fare con la penna tradizionale).

Migliorati TIR e ipoglicemie

Tutto questo, oltre ad essere una gran comodità, si traduce in un miglioramento clinico generale. Un mese dopo aver adottato questo sistema, sono andato in reparto per il controllo con la mia diabetologa e l’esperta Medtronic. I dati erano estremamente confortanti.

Il numero delle ipoglicemie si è più che dimezzato e anche i parametri fondamentali della gestione del glucosio il TIR (Time In Range), ovvero la percentuale di tempo nelle 24 ore in cui la glicemia rientra all’interno dei valori ottimali, era salito.

La conclusione è che associare questi due strumenti (sensore avanzato e penna smart) è quasi (ho detto quasi!) come avere un microinfusore: grandissimo controllo e ottima gestione!

Sono passati un paio di mesi da questo upgrade tecnologico e la qualità della mia vita ha fatto un salto straordinario. Non voglio dire che è un miglioramento al pari a quando dalle striscette sono passato al CGM, ma è certamente davvero un grande passo avanti!

Oggi vivo meglio, la glicemia è meno variabile e posso dire che il mio “zaino” oggi è incredibilmente più leggero.

E tu che tipo di terapia insulinica usi? Come ti trovi? Ne possiamo parlare nei commenti qui sotto!

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