Dopo aver utilizzato per anni il sistema FreeStyle (credo di essere partito dalla prima versione) ed essere stato accompagnato dal FreeStyle Libre 3 per diverso tempo, nell’ultimo mese sono passato al nuovo sensore Medtronic Simplera. Volevo condividere qui le mie impressioni da utente perché ci sono delle differenze pratiche tra questi diversi sistemi che trovo molto interessanti per noi diabetici.

Durata, dimensione e gestione degli allarmi
Il Libre 3 è lo standard di mercato per almeno due caratteristiche: è minuscolo, praticamente due monetine da un centesimo sovrapposte, e dura per 14 giorni, il che costituisce una comodità impagabile. I dati arrivano direttamente allo smartphone e il sensore è così sottile che non si nota sotto i vestiti. Però, devo ammetterlo, a volte gli allarmi sono un troppo insistenti e non è possibile silenziarli: se la glicemia è fuori soglia, non smette di suonare finché non sei perfettamente in regola, il che può essere stressante, specialmente di notte.
Qui il Simplera mi ha conquistato. Anche se è un “all-in-one” che dura solo 7 giorni (quindi va cambiato più spesso), la gestione degli allarmi è molto più flessibile. Sono più discreti, modificabili e, soprattutto, possono essere sospesi. Se so di aver già corretto un’iper, un’ipo o se sto gestendo una risalita, posso silenziarlo ed evitare di essere assillato in continuazione, permettendomi di dormire o lavorare senza quel bip costante nelle orecchie.
In aggiunta il Simplera ha una funzione predittiva delle ipoglicemie che è molto utile in quanto avverte molto prima della vera insorgenza delle ipo, dando tempo all’utente di agire prima di trovarsi in difficoltà. Sto apprezzando molto questa funzione durante le mie corse e passeggiate e devo ammettere che mi ha aiutato a ridurre l’insorgenza di questi eventi.
Applicazione del sensore
Un’altra cosa che volevo dirvi riguarda l’applicazione. Entrambi i sensori vengono collocati tramite un applicatore e pochi gesti molto simili in entrambi i casi. A prima vista però l’ago del Simplera sembra molto grande e ammetto che la prima volta mi ha messo un po’ d’ansia. Però, l’ho già cambiato 4 volte e non ho mai sentito un briciolo di dolore. È incredibile come l’applicatore faccia tutto il lavoro senza che tu senta nulla, nonostante l’aspetto minaccioso. Una differenza esiste però poi nell’associazione tra il sensore e lo smartphone, necessaria a far partire il sensore e a farlo riconoscere dall’applicazione, e su questa Abbott ha un piccolo vantaggio: se al FreeStyle infatti basta la scansione via NSC del cellulare, Simplera ha una gestione più complessa che richiede l’inserimento di alcuni codici presenti sulla scatola dell’applicatore. Nulla di impossibile, solo è meno pratico.
E per chi fa sport?
Il Libre 3, con i suoi 14 giorni di durata, sulla carta sembra imbattibile, ma ammettiamolo: portarlo a fine ciclo in estate, docce frequenti e sudore dovuto allo sport, può diventare un’impresa, specialmente d’estate o se si va in piscina frequentemente. Il rischio che il cerotto inizi a sollevarsi dopo i primi dieci giorni è reale e dover ricorrere a patch extra o sovra-cerotti non è sempre il massimo della comodità. E’ vero che Abbott sostituisce i sensori che cadono prima del tempo senza fare domande, e a me è successo parecchie volte.
Qui il Simplera mostra un vantaggio inaspettato proprio grazie ai suoi 7 giorni: cambiare il sensore ogni settimana significa avere un adesivo sempre fresco e al massimo della sua forza meccanica. Per chi frequenta piscine o fa sport intensi (e quindi docce), la sostituzione settimanale elimina l’ansia che il sensore si stacchi accidentalmente, garantendo una stabilità che un dispositivo tenuto addosso per due settimane intere fatica a mantenere nelle stesse condizioni di umidità.
Le App per Smartphone
Passando al lato tecnologico, c’è da fare un discorso a parte sulle applicazioni per smartphone che sono poi la vera interfaccia che usiamo verso il sensore. Qui, a mio parere, l’app del FreeStyle Libre 3 ha ancora una marcia in più: è estremamente intuitiva, pulita e con una grafica moderna che rende la lettura dei grafici immediata e quasi piacevole. L’app del Simplera, invece, appare un po’ più semplice. Dal punto di vista estetico non è esattamente il massimo della modernità, risultando meno accattivante e un po’ più spartana rispetto ad Abbott. Detto questo, però, fa il suo dovere: è assolutamente funzionale, i dati ci sono tutti e non si perde in fronzoli, puntando tutto sulla sostanza piuttosto che sul design.
Reattività e Smartwatch
Se usate uno smartwatch poi, il Simplera ha una marcia in più nell’integrazione nativa delle notifiche, rendendo molto semplice avere la glicemia al polso senza troppi giri. Il Libre 3 non manda le notifiche automaticamente allo smartwatch, richiedendo soluzioni fai-da-te (che non ho provato) e che invece dovrebbero esistere di default oggigiorno.
Condivisione dei dati con i familiari
Per chi ha bisogno di far monitorare i propri valori da remoto (magari da un partner o un genitore), la sfida è tra due ecosistemi diversi. Il sistema del Libre 3 con l’app LibreLinkUp è ormai uno standard: semplicissimo da configurare, permette a chi ci sta vicino di ricevere notifiche e vedere il grafico in tempo reale con un clic.
Medtronic risponde con CareLink Connect: l’app del Simplera permette la condivisione, ma la configurazione iniziale è un po’ più tecnica e meno immediata rispetto alla semplicità di Abbott. Una volta impostata però è stabilissima, anche se l’interfaccia resta un po’ meno moderna.
Impatto ambientale e rifiuti
Un dettaglio che spesso non consideriamo è quanta plastica buttiamo ogni mese. Qui il Libre 3 vince il confronto ecologico: sia l’applicatore che il sensore sono stati stati ridotti ai minimi termini e, durando 14 giorni, in un mese produciamo solo due rifiuti plastici. Con il Simplera, dovendolo cambiare ogni 7 giorni, la quantità di plastica accumulata raddoppia. È un compromesso necessario per avere un adesivo sempre fresco e una tenuta migliore nello sport, come dicevamo prima, ma per chi è attento all’ambiente è un fattore che può pesare sulla bilancia della scelta.
Per finire, ecco un confronto rapido tra i due:
| Caratteristica | FreeStyle Libre 3 | Medtronic Simplera |
| Durata del sensore | 14 giorni | 7 giorni |
| Tenuta (Sport/Acqua) | Può cedere dopo 10-12gg | Ottima (adesivo sempre fresco) |
| Funzioni predittive | Nessuna | Sì, delle ipoglicemie |
| Dolore all’inserimento | Quasi nullo | Nullo (testato su 4 cambi) |
| Gestione Allarmi | Molto insistenti | Discreti e sospendibili |
| App Smartphone | Moderna e intuitiva | Funzionale ma “vecchia scuola” |
| Precisione iniziale | Spesso instabile prime 24h | Stabile quasi da subito |
| Condivisione (Follower) | Molto semplice (LibreLinkUp) | Più macchinosa (CareLink) |
| Impatto ambientale | Ridotto (meno plastica) | Maggiore (cambio settimanale) |
In conclusione: perché sono soddisfatto del passaggio
Se dovessi tirare le somme dopo queste settimane, posso dirvi che il passaggio al Medtronic Simplera è stato per me un vero salto di qualità nella gestione della quotidianità. Nonostante la durata inferiore del sensore, i benefici che ho riscontrato hanno superato di gran lunga le aspettative.
La differenza più grande l’ho sentita sulla mia pelle… letteralmente e mentalmente. Finalmente sono tornato a dormire meglio: poter gestire gli allarmi in modo discreto e avere la possibilità di sospenderli la notte mi ha liberato da quell’ansia da “bip continuo” che con il Libre 3 stava diventando pesante. A questo si aggiunge la serenità di chi fa sport: sapere che il sensore ha un adesivo sempre fresco ogni 7 giorni mi permette di allenarmi, sudare e fare la doccia senza controllare ogni minuto se il cerotto si sta staccando.
Infine, l’integrazione con l’orologio è la ciliegina sulla torta. Avere i dati sott’occhio in modo rapido e fluido, senza dover sempre tirare fuori il telefono, mi fa sentire molto più libero e meno “paziente”. Anche se l’ago al primo impatto può spaventare (ma vi giuro, non si sente nulla!) e l’app non è un capolavoro di design, la stabilità e la pace mentale che mi sta dando il Simplera valgono assolutamente il cambio.
Assieme al sensore Simplera ho anche adottato una nuova penna per insulina a cartuccia InPen (quindi non usa e getta diciamo). Questa è dotata di un App che si integra col sensore e comunica con lo smartphone semplificando la gestione dei boli. Ne ho scritto qui.
E voi quale sistema state usando o vi incuriosisce di più? Fatemi sapere qui sotto nei commenti le vostre esperienze, i dubbi o se avete trovato anche voi differenze simili tra questi o altri sensori: il confronto tra noi utenti è sempre la nostra risorsa migliore!